Le pluriel des noms en -cia, -gia, -cio et -gio en italien
La compréhension d’une langue passe par ses règles de grammaire. Par exemple, Le pluriel des noms en -cia, -gia, -cio et -gio. Apprendre l’italien et mettre en pratique ses connaissances avec Saga Baldoria, cours d'italien en ligne.
Le pluriel des noms en -cia, -gia, -cio et -gio
Le pluriel des noms féminins en -cia et -gia ont deux formes :
- On garde le i au pluriel quand il y a une voyelle devant c ou g.
la camicia → le camicie
la chemise → les chemises
la valigia → le valigie
la valise → les valises
- On ne garde pas le i au pluriel quand il y a une consonne devant c ou g.
la pioggia → le piogge
la pluie → les pluies
l'arancia → le arance
l'orange → les oranges
Les noms masculins qui terminent en -cio, -gio, -ccio et -ggio forment leur pluriel en -i (sans le -o final).
il pregio → i pregi
la valeur → les valeurs
il riccio → i ricci
le hérisson → les hérissons
il saggio → i saggi
le savant → les savants
Remarque : Quand l'accent tonique tombe sur le i, on garde la même prononciation au pluriel, même s'il y a une consonne devant les noms féminins et le i double au pluriel pour les noms masculins.
la sinergia → le sinergie
la synergie → les synergies
l'energia → le energie
l'énergie → les énergies
il leggio → i leggii
le pupitre → les pupitres
Scrivi il plurale dei nomi sottolineati.
frLa ciliegia rossa → Le rosse
La spiaggia di sassi → Le di sassi
L'energia vitale → Le vitali
Scrivi il plurale dei nomi sottolineati.
frLa ciliegia rossa → Le ciliegie 1 rosse
La spiaggia di sassi → Le spiagge 2 di sassi
L'energia vitale → Le energie 3 vitali
La ciliegia rossa → Le ciliegie rosse. I nomi che finiscono in -gia, come ciliegia, conservano la i al plurale quando la g è preceduta da una vocale (qui la e). Esempio: la valigia → le valigie.
frLa spiaggia di sassi → Le spiagge di sassi. Quando c'è una consonante prima di -gia (come qui la g) il nome perde la i al plurale. Esempio: la pioggia → le piogge.
frL'energia vitale → Le energie vitali. I nomi che terminano in -gia e che hanno l'intonazione della voce sulla i, come l'energia, mantengono la i al plurale anche quando la g è preceduta da una consonante (qui la r). Esempio: la liturgia → le liturgie.
frScrivi il plurale dei nomi sottolineati.
frLa mia socia → Le mie
L'abbraccio stretto → Gli stretti
Il noleggio delle auto → I delle auto
Scrivi il plurale dei nomi sottolineati.
frLa mia socia → Le mie socie 1
L'abbraccio stretto → Gli abbracci 2 stretti
Il noleggio delle auto → I noleggi 3 delle auto
La mia socia → Le mie socie. Nelle parole che terminano in -cia, quando la c è preceduta da una vocale (qui la o), manteniamo la i anche al plurale. Esempio: la camicia → le camicie.
frL'abbraccio stretto → Gli abbracci stretti. I nomi maschili che finiscono in -ccio, come qui l'abbraccio formano il plurale in -i (togliendo la -o finale). Esempio: il ghiaccio → i ghiacci.
frIl noleggio delle auto → I noleggi delle auto. I nomi maschili che finiscono in -ggio formano in genere il plurale in -i (togliendo la -o finale). Esempio: il bendaggio → i bendaggi.
frScrivi il plurale dei nomi sottolineati.
frIl leggio per lo spartito→ I per gli spartiti
La felpa con il cappuccio → Le felpe con i
La cartuccia in bianco e nero → Le in bianco e nero
Scrivi il plurale dei nomi sottolineati.
frIl leggio per lo spartito→ I leggii 1 per gli spartiti
La felpa con il cappuccio → Le felpe con i cappucci 2
La cartuccia in bianco e nero → Le cartucce 3 in bianco e nero
Il leggio per lo spartito → I leggii per gli spartiti. Le parole che terminano in -io e che hanno l'intonazione della voce sulla i, come il leggio, formano il plurale con due i. Esempio: lo zio → gli zii.
frLa felpa con il cappuccio → Le felpe con i cappucci. In generale, le parole che terminano in -ccio (qui cappuccio) formano il plurale in -i togliendo quindi la -o del singolare. Esempio: il capriccio → i capricci.
frLa cartuccia in bianco e nero → Le cartucce in bianco e nero. Quando, prima della desinenza -cia c'è una consonante come qui la c, il nome perde la i al plurale. Esempio: la buccia → le bucce.
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