Traduzione e definizione de (vivo) a (Roma)
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(vivo) a (Roma)
:(vivo) nella (città di Roma)
(vado) a (casa)
:(vado) verso, dentro la (casa); (la casa) è la mia destinazione
Esempi
- "Probabilmente usò una bussola per misurare l'orientamento delle mura delle città, lo fece ad ogni curva, il che lo aiutò a tradurre accuratamente le mura su carta."
- "A una conferenza per mancini."
- "Dopo un viaggio di dieci giorni a Napoli che “le ha cambiato la vita”, la ventiduenne Mary Williams è tornata negli Stati Uniti con un forte desiderio di condividere la sua esperienza italiana."
- "Sono finito a Catania, Sicilia"
- "Voglio fare la stilista mi dicevo, ma a Potenza scuole d'arte non ne vedevo."
- "Ora come mai la Monna Lisa è esposta in Francia, al Louvre, e non in un qualche museo italiano, a Firenze, per esempio?"
- "Almeno al Baldoria ho trovato uno spirito a me affine: il bel ritratto incorniciato di una vecchia tosta di nome Betty."
- "Ti ho vista a Roma quando eri una studentessa di medicina."
- "Sono Enza, sono nata e cresciuta a Potenza."
- "A Firenze, ovviamente!"
- "Acquisto, vendita, affitto, a Firenze e provincia."
- "A Bologna i portici tengono in piedi le case"
- "Betty: Magda, quando Anna vorrà tornare a Milano, usa il tuo fascino per trattenerla qui."
- "Ruggero: Vado a Londra per una settimana!"
- "La movida di Catania, l'elefante a Piazza Duomo"
Seleziona la preposizione corretta per completare ogni frase.
«Non s’ode e non s’ascolta, ma sul cuor che l’accoglie quasi posa le sue parole»
Esempio: Una voce posa le sue parole sul cuore.
Una voce viene cuore.
Una voce parla dritta cuore.
Una voce rimane cuore.
Seleziona la preposizione corretta per completare ogni frase.
«Non s’ode e non s’ascolta, ma sul cuor che l’accoglie quasi posa le sue parole»
Esempio: Una voce posa le sue parole sul cuore.
Una voce viene dal 1 cuore.
Una voce parla dritta al 2 cuore.
Una voce rimane nel 3 cuore.
Una voce viene dal cuore. Con il verbo venire (qui viene venire, presente) che indica la provenienza usiamo la preposizione da, che qui diventa dal in quanto si fonde con l'articolo il Contrazione da che precede cuore. Esempio: l'ispirazione della poesia viene dal mio vissuto.
Nel cuore (in + il = nel Contrazione in) significa all'interno del cuore, quindi non possiamo usarlo dopo viene. Esempio: cerca nel tuo cuore e troverai la risposta.
Col cuore è come dire con il cuore Contrazione con, pertanto non possiamo usare questa opzione in questa frase. Esempio: te lo dico col cuore in mano: lascia perdere!
Una voce parla dritta al cuore. In questo caso usiamo a (che diventa al da a + il Contrazione a) per indicare la direzione verso cui la voce parla, in questo caso direttamente al cuore. Esempi: mi rivolgo a te che mi stai guardando; vado al bar con gli amici.
Usa nel Contrazione in per indicare ciò che si trova all'interno di qualcosa, non una direzione. Esempio: c'è poco latte nel frigorifero.
Sul Contrazione su si usa per descrivere la posizione di un elemento che si trova sopra a un altro, quindi non possiamo usarlo in questa frase. Esempio: il gatto dorme sul tavolo.
Una voce rimane nel cuore con nel (in + il Contrazione in) che significa all'interno. Esempio: ho molte monete nel portafogli.
Usa al Contrazione a ad esempio per indicare una direzione o un obiettivo, ma non il luogo in cui si trova qualcosa. Esempio: vado al mare questo fine settimana.
Del Contrazione di si usa ad esempio per indicare a chi appartiene un elemento, ma non dopo il verbo rimane come in questa frase. Esempio: la voce del mio professore è molto profonda.
Completa le frasi in base al video che hai appena visto. Seleziona [-] se non è necessaria alcuna parola.

Ciro è posta.
Ciro incontra l'impiegata poste.
Vuole ritirare un pacco.
Completa le frasi in base al video che hai appena visto. Seleziona [-] se non è necessaria alcuna parola.

Ciro è in 1 posta.
Ciro incontra l'impiegata delle 2 poste.
Vuole ritirare [-] 3 un pacco.
Ciro è in posta. Usiamo in per indicare che ci troviamo presso o all'interno di un luogo pubblico, come (la) posta. Esempio: ho un appuntamento in banca.
Usiamo a per dire che ci troviamo in un luogo davanti a parole come casa e scuola, ma diciamo in posta. Esempi: sono a casa; a scuola imparo molto.
Usiamo nella (in + la) davanti a un nome preceduto dall'articolo la, ma non prima di posta. Esempio: studio nella mia stanza. Nota: non usiamo l'articolo Articoli determinativi davanti a molti nomi di luoghi pubblici, soprattutto nomi femminili e singolari.
Ciro incontra l'impiegata delle poste. Usiamo delle (di + le) che concorda con le poste (femminile plurale) per riferirci all'impiegata che lavora presso l'ufficio delle poste. Esempio: le finestre delle case sono grandi.
Potresti usare della (di + la) davanti a un nome femminile singolare, ma non femminile plurale come (le) poste. Esempio: il tetto della casa è danneggiato.
Potresti usare di davanti a un nome di persona per indicare il possesso, ma non prima di un nome preceduto dall'articolo le come le poste. Esempio: questo è il quadro di Betty.
Vuole ritirare un pacco. Dopo il verbo ritirare, non serve alcuna preposizione per introdurre l'oggetto ritirato (qui il pacco). Esempio: devo ritirare gli esami del sangue.
Usiamo a ad esempio per indicare che ci troviamo in una città, ma non dopo il verbo ritirare. Esempio: soggiorno a Matera.
Usiamo di, ad esempio, per indicare il materiale di cui è fatto un oggetto, ma non dopo il verbo ritirare. Esempio: il pacco è fatto di cartone.
Scegli l'opzione corretta per completare le frasi.
«– Quindi non c'è da preoccuparsi. – Quindi non c'è da preoccuparsi?!».
Non c'è nulla cui preoccuparsi.
Che cosa hai preoccuparti?
cosa ti preoccupi?
Scegli l'opzione corretta per completare le frasi.
«– Quindi non c'è da preoccuparsi. – Quindi non c'è da preoccuparsi?!».
Non c'è nulla di 1 cui preoccuparsi.
Che cosa hai da 2 preoccuparti?
Di 3 cosa ti preoccupi?
Non c'è nulla di cui preoccuparsi. Con il verbo preoccuparsi, usiamo di per riferirci all'argomento che provoca preoccupazione. Esempio: mi preoccupo di quello che pensano gli altri.
Potresti usare da per indicare la provenienza, ma non per introdurre il motivo di una preoccupazione. Esempio: la città da cui arrivo è meravigliosa.
Potresti usare a ad esempio per indicare una città in cui ti trovi, ma non usiamo la preposizione a con il verbo preoccuparsi. Esempio: vivo a Milano.
Che cosa hai da preoccuparti? La struttura avere avere, presente+ da + infinito (qui preoccuparti) si usa per indicare un dovere, con lo stesso significato di di cosa ti devi preoccupare? Esempio: hai qualcosa da dichiarare?
Potresti dire mi preoccupo di finire in tempo con di dopo il verbo preoccuparsi, ma non prima come in questa frase.
Puoi usare a ad esempio per indicare una destinazione, ma non dopo il verbo avere avere, presente. Esempio: mi trasferisco a Palermo.
Di cosa ti preoccupi? Con il verbo preoccuparsi, usiamo di cosa come sinonimo di di quale argomento. Esempio: di cosa state parlando?
Potresti usare da per indicare una provenienza, ma non per chiedere di quale tema ti preoccupi. Esempio: parto da Parigi alle 21.
Potresti dire che cosa ti preoccupa? se il verbo usato nella frase fosse preoccupa (3ª persona singolare), mentre qui abbiamo (tu) ti preoccupi alla 2ª persona singolare.
Completa le seguenti frasi per indicare che cosa non si può fare. Seleziona [-] se non serve alcuna parola.

«Tossire in faccia a qualcuno».
Non permesso tossire.
Non si tossire.
È tossire in faccia a qualcuno.
Completa le seguenti frasi per indicare che cosa non si può fare. Seleziona [-] se non serve alcuna parola.

«Tossire in faccia a qualcuno».
Non è 1 permesso [-] 2 tossire.
Non si deve 3 tossire.
È vietato 4 tossire in faccia a qualcuno.
Non è permesso tossire. Per esprimere un divieto, usiamo non + è essere, presente+ permesso + infinito (qui tossire). Esempio: non è permesso fare fotografie.
Usiamo c'è per esprimere la presenza (o l'assenza se preceduto da non) di qualcosa o qualcuno in un luogo, non per esprimere un divieto. Esempio: - C'è Maria in ufficio? - No, non c'è in questo momento.
Potresti dire non si permette di tossire, utilizzando la forma impersonale (si + verbo alla 3ª persona singolare permettere, presente), ma non è possibile in questa frase perché è già presente il participio passato permesso.
Non è permesso tossire. Dopo non è permesso, non è necessario inserire una preposizione prima dell'infinito (qui tossire). Nota: è possibile anche utilizzare la preposizione di. Esempi: non è permesso (di) uscire senza firmare; è permesso (di) fare una pausa.
Potresti dire non è permesso che lavorino di notte se dopo che ci fosse un verbo coniugato (qui lavorino lavorare, congiuntivo presente), ma non si può in questa frase perché il verbo tossire è all'infinito.
Usa a prima di un nome per indicare la direzione verso cui ti dirigi, non direttamente dopo non è permesso. Esempio: non è permesso andare a Roma.
Non si deve tossire. Puoi usare la struttura impersonale non + si deve + infinito (qui tossire) per indicare un divieto. Esempio: non si deve guidare l'auto senza patente.
Potresti esprimere un divieto con la frase non bisogna tossire, ma non è possibile utilizzare bisogna dopo si.
Potresti esprimere un divieto dicendo non si permette di tossire con si + il verbo permettere, ma in questo caso è necessaria la preposizione di che qui non è presente.
È vietato tossire in faccia a qualcuno. Possiamo esprimere un divieto con è vietato + verbo all'infinito (qui tossire). Esempio: è vietato fumare nelle stanze dell'hotel.
Potresti dire all'hotel c'è il divieto di fumare, ma non usiamo questa parola dopo il verbo è essere, presente.
Potresti dire, ad esempio, bisogna vietare di tossire in faccia a qualcuno, ma dopo è usiamo il participio passato (vietato) e non l'infinito (vietare).
Completa le domande e le risposte in base alla scena che hai visto. Il simbolo [-] significa che non è necessario inserire nulla.
«– Dove va? – A Bari. [...] – Da dove mi hai detto che vieni? – Da Milano».
dove si dirige Toni? – Sud.
dove viene Toni? – Milano.
è la conferenza? – Bari.
Completa le domande e le risposte in base alla scena che hai visto. Il simbolo [-] significa che non è necessario inserire nulla.
«– Dove va? – A Bari. [...] – Da dove mi hai detto che vieni? – Da Milano».
[-] 1 dove si dirige Toni? – Al 2 Sud.
Da 3 dove viene Toni? – Da 4 Milano.
Dove 5 è la conferenza? – A 6 Bari.
Dove si dirige Toni? Usiamo dove si dirige dirigersi, presente per sapere dove va una persona. Esempio: – Dove si dirige la nave? – A Bari.
Potresti dire Toni va a Bari ma a non si può usare prima di dove.
Possiamo dire Da dove arriva Toni? per chiedere la sua provenienza, ma non come qui la destinazione. Esempio: – Da dove arrivi? – Da Napoli.
– Dove si dirige Toni? – Al Sud. Utilizza al (a + il) davanti a nomi maschili singolari (come il Sud) per indicare verso quale luogo vai. Esempi: – Dove andiamo stasera? – Al cinema; Andiamo in vacanza al Nord.
Potresti dire, per esempio, Toni viene dal Sud, con dal (da + il) davanti a un nome maschile singolare per indicare la provenienza di qualcuno o qualcosa ma non per segnalare una direzione. Esempio: vengo dal Lazio.
Possiamo dire Ragusa è nel sud della Sicilia per segnalare, per esempio, la posizione geografica precisa di una città, ma non utilizziamo nel per indicare una direzione. Esempio: c'è molto sole nel Sud dell'Europa.
Da dove viene Toni? Utilizza da dove e il verbo venire venire, presente per chiedere del luogo di partenza o di origine di qualcuno o qualcosa. Esempio: – Da dove vengono queste fragole? –Vengono dalla Spagna.
Potresti dire di dove sei? essere, presente per chiedere a qualcuno da dove viene, qual è la sua città d'origine, ma qui abbiamo il verbo venire (vieni). Esempio: – Di dov'è/da dove viene tua madre? – È di Helsinki/Viene da Helsinki.
Utilizza a per indicare una direzione, una destinazione e non un'origine. Esempio: – Dove andrai quest'estate? – Andrò a Cagliari.
– Da dove viene Toni? – Da Milano. Alla domanda da dove? rispondi con da + luogo di origine o partenza. Esempio: – Da dove arriva questo autobus? – Da Firenze.
Potresti dire sono di Genova, con di utilizzato dopo il verbo sono essere, presente, per indicare la tua città di origine ma non per segnalare un luogo dal quale sei partita/o. Esempio: sono di Roma e ne vado fiero!
Utilizza a per rispondere alla domanda dove?/verso dove? e indicare una destinazione e non per rispondere a da dove?, che serve per chiedere del luogo di partenza. Esempio: – Dove vuoi andare? – A Lipari.
Dove è la conferenza? Utilizza dove per chiedere di un luogo. Nota: possiamo anche dire dov'è la conferenza? Esempio: – Dove abiti? – In un appartamento qui vicino.
Potresti dire, per esempio, quando andrai alla conferenza? Utilizza quando per chiedere in che momento accade qualcosa e non in quale luogo succede qualcosa. Esempio: – Quando partirete? – La settimana prossima.
Utilizza da dove per chiedere da quale luogo qualcosa o qualcuno arriva e non in quale luogo qualcosa o qualcuno si trova. Esempio: – Da dove mi hai detto che vieni? – Da Milano.
– Dove è la conferenza? – A Bari. Utilizziamo a davanti a Bari perché è un nome di città; in questo modo indichiamo il luogo in cui si svolge o si trova qualcosa (qui, la conferenza si svolge a Bari). Esempio: – Dove vivi? – A Venezia.
Utilizza in con nomi di Paesi e continenti e non con nomi di città. Esempi: vorrei fare un viaggio in Asia; sono cresciuto in Messico.
Potresti usare da per indicare un luogo da cui qualcosa o qualcuno proviene e non per parlare di un posto in cui si verifica qualcosa. Esempio: i miei parenti arrivano da Bari.
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