Il plurale dei nomi in -cia, -gia e in -cio e -gio in italiano

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Il plurale dei nomi in -cia, -gia e in -cio e -gio

Il plurale dei nomi femminili che finiscono in -cia e -gia ha due forme:

  • Manteniamo la i al plurale quando prima della c o della g c'è una vocale.

la camicia → le camicie

la valigia → le valigie

  • Non manteniamo la i al plurale quando prima della c o della g c'è una consonante.

la pioggia → le piogge

l'arancia → le arance

I nomi maschili che finiscono in -cio e -gio e in -ccio e -ggio formano in genere il plurale in -i (togliendo la -o finale).

il pregio → i pregi

il riccio → i ricci

il saggio → i saggi

Nota: quando l'intonazione cade sulla i, questa viene mantenuta al plurale, anche se prima c'è una consonante per i nomi femminili e viene raddoppiata al plurale per i nomi maschili.

la sinergia → le sinergie

l'energia → le energie

il leggio → i leggii

Esercizio 1

Scrivi il plurale dei nomi sottolineati.

La ciliegia rossa → Le rosse

La spiaggia di sassi → Le di sassi

L'energia vitale → Le vitali


Scrivi il plurale dei nomi sottolineati.

La ciliegia rossa → Le ciliegie 1 rosse

La spiaggia di sassi → Le spiagge 2 di sassi

L'energia vitale → Le energie 3 vitali

1 ciliegie:

La ciliegia rossa → Le ciliegie rosse. I nomi che finiscono in -gia, come ciliegia, conservano la i al plurale quando la g è preceduta da una vocale (qui la e). Esempio: la valigia → le valigie.

2 spiagge:

La spiaggia di sassi → Le spiagge di sassi. Quando c'è una consonante prima di -gia (come qui la g) il nome perde la i al plurale. Esempio: la pioggia → le piogge.

3 energie:

L'energia vitale → Le energie vitali. I nomi che terminano in -gia e che hanno l'intonazione della voce sulla i, come l'energia, mantengono la i al plurale anche quando la g è preceduta da una consonante (qui la r). Esempio: la liturgia → le liturgie.

Esercizio 2

Scrivi il plurale dei nomi sottolineati.

La mia socia → Le mie

L'abbraccio stretto → Gli stretti

Il noleggio delle auto → I delle auto


Scrivi il plurale dei nomi sottolineati.

La mia socia → Le mie socie 1

L'abbraccio stretto → Gli abbracci 2 stretti

Il noleggio delle auto → I noleggi 3 delle auto

1 socie:

La mia socia → Le mie socie. Nelle parole che terminano in -cia, quando la c è preceduta da una vocale (qui la o), manteniamo la i anche al plurale. Esempio: la camicia → le camicie.

2 abbracci:

L'abbraccio stretto → Gli abbracci stretti. I nomi maschili che finiscono in -ccio, come qui l'abbraccio formano il plurale in -i (togliendo la -o finale). Esempio: il ghiaccio → i ghiacci.

3 noleggi:

Il noleggio delle auto → I noleggi delle auto. I nomi maschili che finiscono in -ggio formano in genere il plurale in -i (togliendo la -o finale). Esempio: il bendaggio → i bendaggi.

Esercizio 3

Scrivi il plurale dei nomi sottolineati.

Il leggio per lo spartito→ I per gli spartiti

La felpa con il cappuccio → Le felpe con i

La cartuccia in bianco e nero → Le in bianco e nero


Scrivi il plurale dei nomi sottolineati.

Il leggio per lo spartito→ I leggii 1 per gli spartiti

La felpa con il cappuccio → Le felpe con i cappucci 2

La cartuccia in bianco e nero → Le cartucce 3 in bianco e nero

1 leggii:

Il leggio per lo spartito → I leggii per gli spartiti. Le parole che terminano in -io e che hanno l'intonazione della voce sulla i, come il leggio, formano il plurale con due i. Esempio: lo zio → gli zii.

2 cappucci:

La felpa con il cappuccio → Le felpe con i cappucci. In generale, le parole che terminano in -ccio (qui cappuccio) formano il plurale in -i togliendo quindi la -o del singolare. Esempio: il capriccio → i capricci.

3 cartucce:

La cartuccia in bianco e nero → Le cartucce in bianco e nero. Quando, prima della desinenza -cia c'è una consonante come qui la c, il nome perde la i al plurale. Esempio: la buccia → le bucce.


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